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12:09am Agosto 8, 2014

ellyosa:

thedistantgirl:

plagueutopia:

in-twilight-realms:

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It’s back

I CANT STOP LAUGHING

this will always be my favorite

Scusatemi

11:50pm Agosto 7, 2014

Così parlò Matteo

Credo che Matteo Montesi sia il simbolo della società attuale.
Nel medioevo erano gli uomini di Dio a scrivere tomi su religione, società e altro. Vagavano e raccoglievano informazioni per trasmetterle ai posteri.
Montesi fa lo stesso ma non scrive, parla nei video esponendo le sue idee e il suo credo.

Certo, quasi tutti lo considerano un pazzo, ma come credete che fossero considerati da molti certi pensatori teologici del passato?

Con questo non voglio dire che sia un profeta o una gran mente, però forse ci crede davvero per pubblicare ogni giorno video da più di un’ora in cui cerca (a suo modo) di analizzare i più svariati aspetti spirituali e della vita di tutti i giorni.

12:34am Luglio 31, 2014

La cattiveria che mi sale ogni volta che leggo il commento “che belli” a una foto di una coppia su facebook….

12:32am Luglio 31, 2014

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/30/donatella-galli-leghista-a-processo-su-facebook-forza-etna-forza-vesuvio/1077383/

L’idiozia…

Certo che accusare questa mentecatta di discriminazioni razziali equivale ad affermare che esistano più razze italiche… O quantomeno una settentrionale e una meridionale.

Boh io credo che anche affermare ciò sia un autogol per l’accusa. 

9:33pm Luglio 30, 2014

Manager ricco

A che serve quindi essere un manager di una grossa azienda?
Un manager ricco e potente.
Arrivi alla mezza età come gli altri, o anche peggio, però molto probabilmente senza conoscere tuo figlio o tua moglie, perché quando tuo figlio piangeva o tua moglie aveva un problema non ti avevano accanto ma eri in giro per lavoro.
Arrivi vecchio e stanco, ma con i soldi per comprare una Panamera nuova ogni anno e sbatterti la segretaria 19enne che vomita quando ci pensa, ma ha dichiarato amore eterno a quelle borse di LV così carine che gli compri tutti i mesi.
Sei uno squallido e un codardo. Hai preferito la vita nel lusso alle responsabilità famigliari. La tua vecchiaia però sappilo, sarà peggio delle altre, perché tua moglie dopo essersi fatta fottere da mezzo quartiere ti avrà lasciato e tu rimarrai solo soletto in una vecchiaia senza amore né amici veri, snobbati negli anni per il lavoro.
Però hai tanti soldi da parte, che saranno molto utili per riempire il materasso sul letto di morte.

12:16am Luglio 30, 2014

La solitudine dell’arte

Forse la fotografia non è bella.

Forse nemmeno l’arte lo è.

Può essere bella e magnifica solo agli occhi dell’autore. Solo colui che crea, infatti, può percepire completamente il messaggio che egli stesso ha impresso nell’opera.

Così quando guardiamo un’opera non dovremmo mai chiederci se ci piace o no, ma se piace al suo creatore, disinteressato, se è riuscito veramente a rendere l’idea e il concetto che spingeva dentro la sua mente, avido di pensieri, bisognoso di uscire.

Quando guardo una fotografia, una statua, un quadro, vedo la solitudine.

La solitudine dell’essere umano, condannato a non poter farsi comprendere a pieno da nessuno oltre che da se stesso, che tenta di esprimersi attraverso l’arte, ma pure la musica, per gridare al mondo il suo dolore, il suo strazio interiore, invano.

Non bisognerebbe tentare di capire l’arte, forse, bisognerebbe compatire. Il pathos di un’opera, reso autentico solamente dall’artista sincero, è tuttavia conoscibile solo dallo stesso, così noi siamo costretti a com-patire il suo sentimento, cercando per quanto possibile di avvicinarsi a lui, ingabbiati nella nostra gabbia di sensazioni e prospettive esistenziali.

12:50pm Luglio 14, 2014

Balle spaziali

Mi rendo conto sempre di più di quante balle girino tra le città.
A Bologna ad esempio c’è la voce che Roma sia carissima, insicura e piena di delinquenza.
Stamattina ho preso un cappuccino e un cornetto appena sfornato e ho speso 1.60. Un euro in meno di Bologna.
Giro spesso di sera con la mia ragazza e nessuno ci ha mai importunato. A Bologna sempre.
Ciliegina sulla torta: mi trovo da tutta la mattina a girare per la facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, la quale è pulita ed ordinata, senza scritte, barboni, sporco di imprecisato genere e i bagni sono normali e puliti!
Saranno solo coincidenze, ma dopo mesi che frequento Roma e che noto queste cose, io non ci credo più.

Forse bisognerebbe solo amarla un po’ di più Bologna, che sarebbe una città veramente carina, e non sfruttarla come un cesso pubblico che qualcun’altro pulisce, gridando “abbasso il sistema, spacchiamo tutto!”…
4:57pm Luglio 1, 2014
12:40am Maggio 23, 2014

“A ben pensare, ciò che in realtà ci infastidisce non è che gli altri ci contraddicano, ma che ci dimostrino che siamo noi a contraddirci.”

— Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68
11:49pm Maggio 22, 2014

L'invisibile è caro all'uomo

  • Vecchio: Tu ci credi ai fantasmi, ragazzo?
  • Ragazzo: No vecchio, perchè dovrei crederci? Al mondo credo solo in ciò che vedo, il resto è fantasia, come la strega di Biancaneve o Paperino.
  • Vecchio: Sai, alla tua età la pensavo così anche io...
  • Ragazzo: Ebbene?!
  • Vecchio: Poi ho visto.
  • Ragazzo: Visto cosa?
  • Vecchio: Visto quello che tu non ti immagineresti nemmeno.
  • Ragazzo: Dai, la suspence è roba vecchia quasi quanto te, inutile crearla, cosa hai visto?
  • Vecchio: Oh caro ragazzo impaziente, tu con il tuo tremendo materialismo non puoi vedere al di là del tuo naso! Il mondo è pieno di cose che esistono e non si possono vedere. Un giorno mentre stavo solo soletto nella mia stanza a guardarmi un film su quello che all'epoca era un ottimo televisore, sentii dei rumori improvvisi e ben chiari al piano di sopra. Così feci un giro a vedere e constatai che non c'era assolutamente nulla. Nessuno dei presenti si era mosso o aveva sentito alcunchè. Rimasi abbastanza inquietato, ma ormai ero abituato a tali episodi: all'epoca vivevo in una grande casa, piena di rumori strani... Una volta sentii persino distintamente bussare contro al muro, senza che nessuno fosse stato. Come spieghi tutto ciò?
  • Ragazzo: Sicuramente avrai avuto le allucinazioni, vecchio rimbambito!
  • Vecchio: Grazie per il complimento, ma devo deluderti, all'epoca ero giovane e forte, si fa per dire, e sicuramente molto più sano di mente di oggi. Tu non saprai nemmeno cos'è un film e un televisore hd, rimbambito di un giovane!
  • Ragazzo: Non è vero, l'ho visto in un libro!
  • Vecchio: Però dal vivo non l'hai mai visto, giusto?
  • Ragazzo: No, ovviamente, non li producono più da almeno 40 anni e tutti quelli che c'erano sono andati distrutti.
  • Vecchio: Quindi secondo il tuo ragionamento, i televisori hd sono come i fantasmi, o i draghi se preferisci. Sono entità di cui sono pieni i libri, ma che nella realtà tu non hai potuto vederli quindi non esistono?
  • Ragazzo: Certo che no, i libri di storia contemporanea ne parlano di televisori e si sa che è stato uno dei maggiori elementi di diffusione delle informazioni nel secolo scorso! Ci credo per forza!
  • Vecchio: Allora ne devo dedurre che tu credi non solo a ciò che vedi, ma anche a quello che leggi visto da altri?
  • Ragazzo: Se è sufficientemente supportato da fonti valide sì.
  • Vecchio: *tira velocemente uno schiaffo al ragazzo*
  • Ragazzo: Ehi!! Per quale motivo mi schiaffeggi?
  • Vecchio: Fa male?
  • Ragazzo: Un po'!
  • Vecchio: Io non ti credo. Riprovo. *tira un altro sonoro schiaffone al ragazzino*
  • Ragazzo: Ahiaa! Come non mi credi, pezzo di idiota? Mi hai fatto male!
  • Vecchio: Io però questo male non lo vedo! Come faccio a crederci? Nessuno ne parla, non è scritto da nessuna parte che tu provi male e non lo scriveranno mai, io non lo vedo quindi ne deduco che sia una tua invenzione.
  • Ragazzo: Però io il male lo sento, non ti basta?
  • Vecchio: No, voglio continuare sulla tua china. Che ne pensi dell'amore? Sono anni che stai con quella ragazza e sembrate una coppia fantastica.
  • Ragazzo: Lo siamo. Hai dubbi?
  • Vecchio: Io certamente no, ma mi chiedevo cosa sia l'amore che proviate, nemmeno quello riesco a vedere.
  • Ragazzo: Come il dolore che mi hai fatto provare prima, è una sensazione, la nostra la proviamo solo noi, diversa da ogni altra, quindi non è rappresentabile o esplicabile totalmente. Però effettivamente non la possiamo vedere e nemmeno nessuno scriverà del nostro amore. Ma anche se fosse non sarebbe minimamente documentabile. Penso di iniziare a capire il tuo ragionamento, vecchio.
  • Vecchio: Vedi? Come l'anima, l'amore, il dolore e le ansie, anche i fantasmi possono esistere. Noi non riusciamo a vedere l'essenza di essi, ma possiamo percepirne gli effetti. La causa ci è pressoché ignota. Eppure ogni giorno succedono nel mondo cose inspiegabili che non sono riconducibili a nessuna delle cose umanamente conosciute. Che siano fantasmi, spiriti, anime dannate o chissà cos'altro non ci è dato saperlo, però qualcosa esiste, ne sono certo. Forse è Dio stesso, se mai lo incontrerò dovrò chiederglielo prima o poi. Ciò che possiamo vedere è solo la parte più frivola della nostra esistenza, legata inscindibilmente alla nostra forma terrena, priva di forme superiori e profonde. Ciò che vediamo è forse la parte più infima dell'esistenza. Forse è Dio che si nasconde e mostra solo ciò che non gli appartiene e che ritiene futile, per non mostrarci mai quale che sia la sua vera forma. Non ha sostanza, non ha colore eppure esiste, sia l'amore, il dolore o i fantasmi. Sei ancora convinto che esista solo ciò che vedi?
  • Ragazzo: No, tuttavia mi chiedo cosa mai potrebbe esserci intorno a me che non vedo e che mi gira intorno.
  • Vecchio: E' questo il punto, non lo possiamo conoscere. Ma dà un certo senso di inquietudine, ed è affascinante vero? All'inizio è un po' dura conviverci, sapendo ciò, poi diventa spassoso, quasi un gioco, ragazzo. Benvenuto finalmente nel circo folle dell'esistenza allora!
9:45pm Maggio 21, 2014

Chissà se tutti quei pezzi di me che ho lasciato in giro illuminano ancora?

Chissà se tutte quelle parole, gettate al vento e su cellulosa fanno ancora sorridere?

Chissà se la mia ombra perseguita ancora chi per un poco ha goduto della mia luce?

Chissà se la mia musica ancora suona in qualche altoparlante lontano o se tutto è morto sotto una pila di fogli e carabattole varie…

10:26pm Maggio 9, 2014

La bellezza sta nell’altro, un’altra volta

E’ tutta la vita che sento uomini che schifano cucinare, lavare, cucire ecc… perchè sono cose da donne. Ma questi atteggiamenti sono ultimamente via via ridotti dal crescente femminismo che impera e che vuole la parità dei sessi (cosa che sarebbe giusta, ma il discorso è molto lungo e non lo affronterò ora).

E’ altresì (quanto è bella questa parola) vero che da sempre sento donne che schifano i motori, le corse, il calcio (questo sempre meno) ecc… perchè sono cose da uomini.

Io personalmente non mi sono mai posto il problema di cosa fosse da uomo o da donna (so che potrò sembrare ambiguo, ma sticazzi), ho sempre voluto imparare a fare un po’ di tutto, dal cucire, al sistemare i capelli a morosa (a volte anche amiche), allo smontare un motore, riparare una lavatrice, cucinare una carbonara ecc… 

Riprendendo il primo capoverso, ultimamente vedo parecchi uomini che si lasciano alle spalle queste cose e si rendono utili anche in quei settori considerati da sempre come “lavori da donne”. La cosa mi compiace in un certo senso, allora rivolgo il mio post alle donne in particolare (con le dovute eccezioni): cosa c’è di male nel fare qualcosa da uomo (fisico permettendo)?

Perchè crescere con il preconcetto che regolare le valvole a un otto cilindri sia una cosa solamente da uomo? Apprezzare la bellezza intrinseca di un apparato con questa tecnologia non ha sesso. I pregiudizi ne hanno, il v8 di una muscle car no.
Ha senso, ad esempio, sentire molte ragazze che mentre prendono la patente di guida si rifiutano categoricamente di studiare qualsiasi cosa che riguardi la parte tecnica, pregando che all’esame non ci siano domande del genere? Il senso sta, specialmente per donne single, nel dover dipendere necessariamente dall’altro sesso quando si avrà anche il minimo problema con l’automobile, forse? Volete tanta parità dei sessi? Volete essere considerate qualcosa di più di quello che siete state considerate in passato? 
Io sono d’accordissimo, ma a condizione che uomini e donne guardino le faccende dell’altro sesso come normali faccende, che possono svolgere in autonomia, senza pesare su nessuno. 

Vogliamo l’autonomia, in un mondo in cui non è più l’unione tra uomo e donna ad essere standard, ma anche tra donna e donna (e tra uomo e uomo ovviamente). Come fare allora se due donne innamorate vivono insieme e non sanno nemmeno cambiare una lampadina? Servirà sempre un esterno dell’altro sesso, magari a pagamento. (preciso che questa è una iperbole, per rendere l’idea, voglio sperare che siano poche le coppie che non riescono a cambiare una lampadina, di qualsiasi sesso esse siano)

Ma forse alla fin fine è meglio così, facciamo girare l’economia e siamo tutti sempre un po’ più ignoranti. Ad ognuno il suo, si diceva. Io non sono d’accordo ma mi trovo sempre in minoranza, specialmente parlando con il sesso opposto.

9:58pm Aprile 30, 2014

Degno compimento di una giornata di merda.

Oggi è stata una delle giornate lavorative peggiori della mia vita, dire fantozziana è un eufemismo.

Così torno a casa, mangio, faccio la doccia, distrutto apro facebook e che vedo?
E’ morto Bob Hoskins.

Non ho parole. Giorno da cancellare.

3:04pm Aprile 29, 2014

Educazione e Induzione

Si da tanto importanza alla parola educare ma molto spesso se ne travisa il senso.

Una persona mi ha fatto notare quanto sia probabile che l’origine del termine educare sia un prodotto dal latino ex ducere, ovvero tirare fuori.
Ciò fa un po’ ridere pensando che nella nostra società l’educazione è più un indottrinamento, un catechismo quasi, sicuramente una induzione

L’educazione come la intendono i più è fatta di costrizione, legami a tradizioni e modi socialmente accettati, non c’è nulla di proprio del soggetto da educare, ma tutto gli viene immesso da fuori.

Il vecchio Socrate, con la sua ars maieutica, affermava di non inculcare nulla nei suoi discepoli, ma semplicemente di tirar fuori loro le credenze che già possedevano. Ecco dunque il vero scopo dell’educatore.

Tuttavia agli occhi dell’uomo contemporaneo sembra impossibile risolvere la questione dell’educazione semplicemente lasciando agire la sponte del proprio bambino, così è necessario in qualche modo sempre reindirizzarlo verso una certa via. Complice di ciò, la vita in società mina continuamente la rettitudine dell’uomo, specie se in giovane età, per così dire più malleabile, quindi risulta ancora più necessario introdurre concetti per portarlo ad assomigliare al modello che la società vuole come ideale.

Ma allora dove sta la libertà dell’espressione dell’individuo? 
Il metodo Montessori prevedeva in qualche modo che il bambino si sviluppasse il più possibile liberamente, sviluppando le proprie attitudini e seguendo la propria testa. 

Forse l’ideale sarebbe un misto tra ciò che è stato (e in alcuni casi ancora è) il metodo Montessori e una educazione come l’ho intesa nel secondo capoverso di questo post. Sarebbe forse necessario quindi lasciare libero il bambino, aiutandolo magari, con un abile lavoro di maieutica, a partorire le proprie credenze e sviluppare ciò per cui si sente più portato.
Purtroppo il risultato finale si allontenerebbe dal modello di un uomo costretto dalla società dei buoni costumi e dallo standard riconosciuto e accettato dai più, che non gioverebbe a nessuno. Un uomo surrealista sotto molti aspetti. 

Così è meglio lasciare tutto come sta, con la nostra induzione di idee, pensieri e consuetudini, perché la libertà deve essere un concetto con il quale riempire decine di libri, mai decine di uomini.

1:10pm Aprile 29, 2014

Carrelli dei sogni

Ho sempre adorato fin da bambino osservare i carrelli della spesa altrui.

Da un carrello della spesa è possibile capire molto della persona, oltre ai semplici gusti.

E’ possibile capire quasi con certezza l’orientamento politico, la situazione famigliare, la sua età, il tipo eventualmente di attività che svolge, quante persone ha nel suo nucleo famigliare.

Ho sempre adorato fermarmi a guardare gli oggetti negli altri carrelli, commentando mentalmente con approvazioni o disapprovazioni di questo o quell’articolo.

Oggi che sono cresciuto e il tempo non è mai abbastanza, semplicemente scorro e vado oltre, non ho più il tempo di un bambino che si ferma a guardare mentre la mamma fa compere. 

E così, irrimediabilmente, se ne è andata un’altra fettina del mio Io sognante.